“Le mie forme sono per me sintesi di creatività, istintività e desiderio di sperimentazione. Semplici, materiche, talvolta primitive, sono plasmate dall’uso sapiente delle mani, forgiate dalla forza creatrice del fuoco e rese infine uniche e irripetibili dalla magia dell’antica tecnica giapponese della cottura Raku.”

LE TECNICHE CHE UTILIZZO

Raku Classico: “Utilizzo il bianco e il nero per dare centralità all’essenzialità delle forme che realizzo. Ricorro a smalti dai riflessi metallici per ritrovare una forza primordiale dalla grande espressività.” 

Naked Raku: “Nel naked Raku, l’argilla recupera la sua valenza materica spogliandosi da qualunque “interferenza” legata alla presenza degli smalti che, una volta apposti sul pezzo per la cavillatura, si distaccano nella fase di raffreddamento. La forma e le alchimie del fumo diventano così uniche e indiscusse protagoniste.

Crine di Cavallo: “Con questa particolare tecnica, il crine di cavallo prende vita e con i suoi movimenti imprime segni unici e irripetibili sulla nuda terracotta rovente.”

Kintsugi: “Quando i giapponesi riparano un oggetto rotto, valorizzano la crepa riempiendo la spaccatura con dell’oro. Essi credono che quando qualcosa ha subito una ferita ed ha una storia, diventa più bello. Questa tecnica è chiamata “Kintsugi”. Oro al posto della colla. Metallo pregiato invece di una sostanza adesiva trasparente. E la differenza è tutta qui: occultare l’integrità perduta o esaltare la storia della ricomposizione?”

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Le mie creazioni sono visionabili su appuntamento e acquistabili presso lo spazio “ManualMente LAB” di via Omboni, 7 (zona P.ta Venezia) a Milano.

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I Pennelli da Barba: “Trovare nuovi ambiti in cui poter esprime il fascino della ceramica Raku è una sfida sempre stimolante. Nel procedere in questa mia ricerca mi sono imbattuto nel mondo della rasatura tradizionale, un contesto ricco di passione, tradizione e cura del particolare, valori che presentano una grande affinità con il mio modo di interpretare la ceramica.”

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Arredo e Design“Grazie alla collaborazione con la Saporiti Italia, portabandiera italiana dell’arredo e del design in tutto il mondo, ho potuto partecipare con alcuni miei pezzi Raku e in Paper Clay ad un importante progetto a Singapore. Saporiti Italia ha avuto l’incarico di arredare 5 Show Villa, cioè ville campione da mostrare ai potenziali compratori. Le 5 Ville sono state tematizzate con i titoli di Milano, Venezia, Firenze, Roma e Napoli, giocando sui materiali colori e temi delle diverse città. The Nassim, questo il nome del progetto, si trova in una delle zone più belle e prestigiose di Singapore, in una zona immersa nel verde vicino ai bellissimi Botanic Gardens.”

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I Gioielli: “Utilizzare le tecniche e gli smalti che conosco su creazioni di dimensioni così ridotte crea nuove magie esaltate dalla cura del particolare e delle rifiniture.”

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Kintsugi

Quando i giapponesi riparano un oggetto rotto, valorizzano la crepa riempiendo la spaccatura con dell’oro. Essi credono che quando qualcosa ha subito una ferita ed ha una storia, diventa più bello. Questa tecnica è chiamata “Kintsugi”. Oro al posto della colla. Metallo pregiato invece di una sostanza adesiva trasparente. E la differenza è tutta qui: occultare l’integrità perduta o esaltare la storia della ricomposizione?

Chi vive in Occidente fa fatica a fare pace con le crepe. ”Spaccatura, frattura, ferita” sono percepiti come l’effetto meccanicistico di una colpa, perchè il pensiero digitale ci ha addestrati a percorrere sempre e solo una delle biforcazioni: o è intatto, o è rotto. Se è rotto, è colpa di qualcuno. Il pensiero analogico – arcaico, mitico, simbolico – invece, rifiuta le dicotomie e ci riporta alla compresenza degli opposti, che smettono di essere tali nel continuo osmotico fluire della vita. La Vita è integrità e rottura insieme, perché è ri-composizione costante ed eternaRendere belle e preziose le “persone” che hanno sofferto……questa tecnica si chiama “amore”. 

“Il dolore – ricorda lo scrittore Jim Butcher –  è parte della vita. A volte è una parte grande, e a volte no, ma in entrambi i casi, è una parte del grande puzzle, della musica profonda, del grande gioco. Il dolore fa due cose: ti insegna, ti dice che sei vivo. Poi passa e ti lascia cambiato. E ti lascia più saggio, a volte. In alcuni casi ti lascia più forte. In entrambe le circostanze, il dolore lascia il segno, e tutto ciò che di importante potrà mai accadere nella tua vita lo comporterà in un modo o nell’altro”.

I giapponesi che hanno inventato il Kintsugi l’hanno capito più di sei secoli fa – e ce lo ricordano sottolineandolo in oro.

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Di seguito le foto di alcuni pezzi dove è presente una mia personale reinterpretazione del Kintsugi con utilizzo di resine bi-componenti a cui viene dato un leggero spessore che assumono così l’aspetto simile a quello di una cicatrice per sottolineare il valore simbolico di questa tecnica. 

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